Automechanika Frankfurt 2026 ha chiuso con oltre 112.000 visitatori e 4.400 espositori, secondo Messe Frankfurt. Nella Hall 12, però, abbiamo avuto un’impressione diversa: meno passaggio rispetto alle edizioni precedenti, ma conversazioni più concrete e visitatori arrivati con un interesse preciso.
Da questa differenza tra i dati generali e l’esperienza allo stand nasce il bilancio di Parts & Lubricants.
Dall’8 al 12 settembre abbiamo vissuto la manifestazione al fianco di Dinoil, marchio distribuito ufficialmente in Italia da Parts & Lubricants. Cinque giorni utili per consolidare rapporti, incontrare nuovi interlocutori e osservare da vicino come sta cambiando l’aftermarket internazionale.
Prima della manifestazione avevamo pubblicato una guida per valutare prodotti e proposte durante Automechanika Frankfurt. Tornati da Francoforte, possiamo confrontare quelle domande con ciò che abbiamo visto realmente.
I numeri generali e l’esperienza nella Hall 12
Secondo il rapporto conclusivo di Messe Frankfurt, Automechanika Frankfurt 2026 ha registrato:
- oltre 112.000 visitatori professionali provenienti da 173 Paesi;
- 4.400 espositori da 80 Paesi;
- il 70% dei visitatori arrivato dall’estero;
- circa 500 eventi tra incontri, presentazioni e momenti formativi;
- il 96% dei visitatori soddisfatto dell’esperienza.
Il dato complessivo dei visitatori è superiore ai 104.750 registrati nel 2024. Gli organizzatori non hanno però pubblicato una suddivisione dell’affluenza per padiglione.
Nella Hall 12 la nostra impressione è stata diversa. Il flusso appariva inferiore rispetto alle edizioni precedenti, ma chi arrivava allo stand aveva spesso già un obiettivo: conoscere Dinoil, approfondire la gamma o valutare una possibile collaborazione.
Meno visite casuali. Più conversazioni utili.
La presenza costante sta rendendo Dinoil riconoscibile
Uno degli aspetti più evidenti non riguarda questa singola edizione, ma il lavoro costruito nel tempo.
La partecipazione costante alle fiere, in città e Paesi differenti, sta contribuendo a rendere Dinoil un marchio riconoscibile per gli operatori del settore. Diversi visitatori ricordavano la presenza nelle edizioni precedenti. Alcuni sono arrivati allo stand cercando direttamente il marchio.
Per Parts & Lubricants, distributore ufficiale esclusivo dei lubrificanti Dinoil in Italia, è un segnale importante. La notorietà B2B raramente nasce da una singola campagna: cresce quando un marchio si presenta con continuità, mantiene le relazioni e torna nei luoghi in cui il mercato si incontra.
A Francoforte abbiamo consolidato collaborazioni esistenti e aperto nuovi contatti, soprattutto nel Nord Italia. Il passo successivo sarà trasformare le conversazioni più interessanti in rapporti commerciali stabili.
Sei segnali emersi da Automechanika Frankfurt 2026
1. Nella Hall 12 meno passaggio, ma più interesse reale
Il numero delle persone che attraversano uno stand non coincide automaticamente con il valore della fiera.
Rispetto alle nostre esperienze precedenti, nella Hall 12 abbiamo percepito un’affluenza inferiore. Allo stesso tempo, gli incontri sono stati più specifici: meno curiosità generica e più domande su prodotti, distribuzione e possibili collaborazioni.
Per noi il dato più interessante non è quindi quante persone siano passate, ma quante sapessero già perché volevano parlare con Dinoil.
2. L’instabilità della filiera crea problemi, ma apre anche nuove strade
Il mercato automotive europeo attraversa una fase difficile. Margini ridotti, cambiamenti normativi, tensioni commerciali e ridefinizione delle catene di fornitura costringono molte aziende a rivedere priorità e portafogli.
Il Pulse Check 2026 di CLEPA rileva che il 24% dei fornitori automotive europei si aspetta un risultato negativo nel 2026 e che il 73% ha modificato in modo significativo il proprio portafoglio prodotti. Sono numeri riferiti alla filiera europea dei fornitori, ma aiutano a comprendere il clima incontrato in fiera. L’analisi completa è disponibile sul sito di CLEPA.
Questa instabilità si ripercuote su distributori e acquirenti. Disponibilità, prezzi e continuità delle forniture diventano più difficili da prevedere.
La necessità di trovare alternative può però portare alla scoperta di aziende meno conosciute, nuovi produttori o realtà ancora in fase di sviluppo. Partner che, in una situazione più stabile, forse non sarebbero stati presi in considerazione.
Non tutte le alternative meritano fiducia. Ma alcune possono aprire mercati e collaborazioni interessanti.
3. Asia e Africa sono interlocutori sempre più presenti
Tra le conversazioni avute allo stand, le richieste provenienti dai mercati asiatici e africani sono state tra le più concrete.
Non basta questo per descrivere l’andamento di due continenti molto diversi tra loro. Per Dinoil rappresenta però un segnale commerciale preciso: esistono interlocutori che conoscono il marchio, ne ricordano la presenza alle fiere e vogliono approfondire prodotti e condizioni di collaborazione.
Sono nuove frontiere per il nostro mercato di riferimento. Andranno affrontate valutando ogni Paese, ogni interlocutore e ogni sistema distributivo singolarmente, senza trattare Asia e Africa come mercati uniformi.
Il potenziale, però, è evidente.
4. La sola guerra al prezzo sembra perdere spazio
Girando tra gli stand abbiamo avuto l’impressione che le realtà meno organizzate e concentrate esclusivamente sul prezzo più basso fossero meno presenti.
Non possiamo parlare di una loro scomparsa dal mercato sulla base di una fiera. Possiamo però riconoscere un cambiamento nelle domande degli operatori: al prezzo vengono affiancati continuità della fornitura, documentazione, qualità verificabile, supporto e capacità di costruire un rapporto commerciale.
Vendere a meno continua a essere una leva. Ma quando il risparmio sacrifica sistematicamente prodotto e servizio, diventa difficile costruire una collaborazione che duri.
5. Anche le grandi aziende stanno cambiando strategia
Il cambiamento non riguarda soltanto i nuovi operatori.
A Francoforte era evidente come molte aziende strutturate stiano rivedendo gamma, servizi e posizionamento. Digitalizzazione, economia circolare, gestione dei dati, nuovi mercati e diversificazione non erano temi relegati ai convegni: comparivano nelle proposte commerciali e nei prodotti presentati.
È un movimento coerente con lo spostamento del valore nell’automotive europeo che stiamo osservando da tempo. La centralità non appartiene più soltanto alla vendita del veicolo nuovo, ma anche alla manutenzione, al ricambio, ai servizi e alla gestione dell’intero ciclo di vita.
Quando le condizioni cambiano, anche le aziende più grandi devono rimettere in discussione strategie che per anni erano sembrate intoccabili.
6. I produttori cinesi non possono più essere letti attraverso il vecchio stereotipo
Uno degli elementi più netti emersi dalla visita riguarda i produttori cinesi.
L’immagine della Cina come mercato costruito soltanto su copie economiche di prodotti occidentali descrive sempre meno ciò che abbiamo visto. In diversi settori abbiamo incontrato aziende con prodotti curati, capacità di sviluppo e soluzioni che non inseguono più l’innovazione altrui, ma contribuiscono a definirla.
Questo non significa che ogni prodotto cinese sia automaticamente valido. Il Paese d’origine non sostituisce la verifica tecnica, esattamente come non la sostituisce per un prodotto europeo.
Significa, però, che il confronto deve partire da qualità, tecnologia, affidabilità e servizio, non da un pregiudizio.
I dati internazionali mostrano bene la dimensione del cambiamento. Secondo il Global EV Outlook 2026 dell’International Energy Agency, nel 2025 la Cina ha prodotto quasi tre quarti delle automobili elettriche mondiali e oltre l’80% delle celle per batterie. Questi numeri riguardano la filiera elettrica, non tutto l’aftermarket, ma rendono difficile considerare la Cina soltanto una produttrice a basso costo.
Avevamo già affrontato il tema nell’approfondimento dedicato ai produttori cinesi nel mercato automotive europeo. Francoforte ci ha permesso di osservare questa trasformazione direttamente.
La digitalizzazione non è più un progetto separato dal lavoro quotidiano
Intelligenza artificiale, veicoli connessi, accesso ai dati, diagnosi assistita, manutenzione predittiva e disponibilità dei ricambi su richiesta erano tra i temi centrali dell’edizione.
Il nuovo spazio HighTech4Mobility ha mostrato come il digitale stia entrando nel lavoro di officine, distributori e fornitori. Non riguarda soltanto le automobili più recenti: riguarda il modo in cui si cercano informazioni, si individua un componente, si gestisce un ordine e si mantiene il rapporto con il cliente.
Per Parts & Lubricants questo è un passaggio centrale.
Digitalizzare non significa inserire tecnologia ovunque. Significa eliminare passaggi inutili, rendere accessibili le informazioni e permettere a officine e ricambisti di trovare ciò che serve con meno incertezza. Anche l’accesso ai dati e la riparabilità dei veicoli avranno un peso crescente nel lavoro dell’aftermarket indipendente.
Da Francoforte torniamo con diversi spunti da valutare e trasformare in strumenti concreti.
Nuovi prodotti e trattative già avviate
Parts & Lubricants ha incontrato aziende che hanno presentato prodotti realmente innovativi. Con alcune di queste sono già state avviate trattative e ipotesi di collaborazione.
È ancora presto per anticipare nomi o soluzioni. Una conversazione promettente non equivale a un accordo concluso e ogni prodotto dovrà essere valutato sul piano tecnico, commerciale e distributivo.
Se le trattative troveranno seguito, potranno portare sul mercato italiano proposte nuove e di grande interesse per i professionisti del settore.
Per ora possiamo dire questo: siamo tornati da Francoforte con opportunità che meritano di essere approfondite.
Restare al passo senza dimenticare da dove veniamo
Automechanika Frankfurt 2026 ci lascia contatti, trattative e una lettura più precisa del mercato.
Ci conferma che la continuità sta facendo crescere la riconoscibilità di Dinoil. Ci mostra un settore nel quale la qualità delle relazioni conta più del semplice afflusso e nel quale vecchie certezze, gerarchie e provenienze geografiche non bastano più per valutare un’azienda.
Per Parts & Lubricants restare al passo con i tempi significa osservare questi cambiamenti senza inseguire ogni novità. Selezionare prodotti utili. Costruire collaborazioni affidabili. Usare il digitale per lavorare meglio.
Senza dimenticare da dove veniamo e cosa facciamo: vivere l’aftermarket ogni giorno, insieme a chi ci lavora.